MANGIARE BENE NON E' PECCATO

Per anni si è considerata la dieta solo in nome della funzionale riduzione dell’introito di calorie. Funzionale nel senso che in linea generale funziona.
Facciamola facile.
Se abitualmente consumi 5000 kcal e inizi una dieta da 2000 kcal, perderai del peso.
E’ oggettivo.

Questo concetto puramente matematico, ignora che l’essere umano di matematico ha poco.
E in genere la matematica, l’essere umano, la odia.

Sul perdere peso per  bene, moderatamente e favorendo la perdita di massa grassa, ti serve un esperto.

Quindi la prima regola madre è: smetterla di dare retta alle diete di blogger, amiche, alle invasate della tisanoreica, della dukan, e alle fanatiche della juice plus!!
Se proprio non volete affidarvi a professionisti come nutrizionisti, dietisti e dietologi mangiate bene e stop! Ma mangiate!

Piacersi è importante ma non deve diventare MAI un'ossessione.
Se il rotolino sull'addome vi toglie il sonno, se un po' di cellulite vi fa passare momenti di panico in spiaggia il problema non è nè il rotolino nè la cellulite.

Il problema lo dovete cercare da un'altra parte. 


Per tutti gli anni in cui non si è saputo come fare, MOLTI  hanno sintetizzato la riduzione calorica in “40g di pasta, verdure a volontà, niente dolci, niente fritti, niente formaggi”.
Niente – niente – niente.

Il risultato? Quasi tutti quelli che sono a dieta, sono a dieta da un sacco di tempo, ne hanno provate un milione.
Il continuo imperterrito tentativo di ottenere un risultato che non arriva.

Perché l’esclusione di uno o più alimenti non è destinata a durare, tolto il caso in cui il nostro copro non riconosca determinati componenti (allergia).
Perchè l’esclusione di pane, pasta e compagnia, è spesso vissuta come punizione.
E le punizioni sono destinate a finire, ma a lasciarci dei ricordi.
Questo si fa, perchè una volta sono stato punito.

Che sia questa la causa cheha alimentato il concetto di “cibo giusto- cibo sbagliato” che noi nutrizionisti ululatori dovremmo cercare di allontanare?

E’ per questo che “dieta” è un concetto associato a quello di cattiva cucina e di cucina da ospedale, ignorando completamente l’importanza del rispetto per il gusto e alimentando invece quello di pregiudizio nei confronti del cibo.

In un mondo come quello di oggi dove andiamo talmente di fretta da aver perso ogni consapevolezza, (se tenessi un diario alimentare per 4-5 giorni scopriresti delle cose interessanti) escludere cibi o gruppi di alimenti è lo stratagemma più semplice per ottenere un risultato a breve termine.

A BREVE TERMINE.

 

Togli la pasta, il latte fa male, l’olio di palma ti spia mentre dormi, lo zucchero è responsabile dell’effetto serra…
L’ho letto su facebook.

I tempi sono cambiati, per cui è necessario valutare dei piani alimentari che comprendano, anzichè escludere, che permettano, anzichè vietare, che lascino spazio a quello che di bello c’è nel mangiare: farlo insieme a qualcuno, farlo scegliendo ciò che ci piace.

la vita di oggi ha bisogno del fast food”
La vita di oggi ha bisogno di saper gestire il fastfood, di rispettarne l’esistenza e di utilizzarlo occasionalmente.
La dieta di oggi ha bisogno di imparare cosa voglia dire occasionale.
Che quel “un extra ogni tanto si può fare” non ha nulla di male.
Chi ci può rispondere alla domanda: quanto è “ogni tanto”?

UNO SPECIALISTA che sappia mettere insieme le sue competenze nutrizionali in accordo con le vostre abitudini alimentari.

Non affidatevi al fai-da-te o ai prodotti "sostitutivi del pasto" (ormai le loro formulazioni sono abbastanza buone, sono studiate, bilanciate e analizzate da esperti, per fortuna) ma come tutti i rimedi "sostitutivi" hanno alcuni difetti di base:
1. non sono personalizzati 
2. non spiegano come ritornare al cibo vero (o comunque non garantiscono nulla in merito) 
3. non sono educativi
Come sempre tutto dipende dal singolo individuo, per alcuni possono rappresentare uno stimolo per un grande cambiamento, oppure l'ennesimo vano tentativo di rimettersi in forma (con una spesa non indifferente). 
Confrontarsi con un dietista che possa mettere insieme le abitudini alimentari e gli equilibri nutrizionali, e un personal trainer che metta a punto un programma di allenamento è la scelta migliore (e anche più economica)

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